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Riassunto capitolo 14 dei Promessi Sposi

Riassunto capitolo 14 dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni

In questa sezione del sito è possibile leggere il riassunto del capitolo 14 dei Promessi Sposi.

La folla, quasi perduta la sua spinta eversiva e rivoluzionaria, si sfalda.

La voce corale e apparentemente compatta della moltitudine irrazionale si frange in una pluralità di voci, che si alzano dai vari crocchi che si formano a commentare i fatti della giornata e a far progetti per il giorno successivo.

Chi raccontava i fatti di cui era stato testimone e protagonista; chi si rallegrava per il buon esito della sommossa; chi amaramente si sentiva nuovamente vittima di una politica ingiusta, interessata solo ad appoggiare e difendere i potenti e a canzonare i poveri.

Via via che le voci si spengono, quasi per stanchezza e quando sopraggiunge il silenzio della notte, la gente si avvia a tornare a casa.

Renzo in cerca di un'osteria - Riassunto capitolo 14 dei Promessi Sposi

Anche Renzo ora, dopo la fatica spesa per aiutare Ferrer e il vicario (introdotto nel riassunto del capitolo 12 dei Promessi Sposi), sente il bisogno di riposare e comincia a cercare un’osteria, poiché si è fatto tardi anche per andare al convento dei cappuccini.

Si imbatte in un crocchio e si ferma a dire la sua: parla con trasporto non solo dei fatti del giorno, ma anche dell’ingiustizia personale subita.

Esistono le leggi, ma sono fatte per essere evase dai potenti, che si costituiscono in leghe, in corporazioni e si alleano contro il potere del re.

Renzo è convinto che si può ripristinare una giustizia per tutti, perché esistono galantuomini come Ferrer, ancora capaci di far rispettare la legge.

Non c’è differenza per Renzo tra il matrimonio fallito, l’assalto alla casa del vicario e la mancanza del pane: le cose vanno male perché la legge non funziona e non funziona perché gli uomini, che sono responsabili della sua esecuzione, si alleano con coloro che hanno forza e potere.

Renzo parla con il cuore e conquista i suoi uditori che lo applaudono.

Prima di salutare il suo pubblico chiede informazioni per un’osteria e uno dei suoi ascoltatori si offre di accompagnarlo.

All’osteria della Luna piena - Riassunto capitolo 14 dei Promessi Sposi

Giunto all’osteria Renzo chiede del vino, del cibo e un letto per riposarsi.

L’oste, che ha riconosciuto nella guida l’informatore della polizia, prende carta, penna e calamaio per registrare il nome del giovane e, poiché Renzo non vuole fare nomi , gli spiega che lo obbliga la legge.

Il giovane si ostina a non voler dare le sue generalità fino al momento in cui la legge non sarà applicata contro le prepotenze di don Rodrigo, ma si ubriaca, cade in un tranello dello sbirro e rivela la sua identità.

Inizia così il suo viaggio verso lo smarrimento morale proprio nell’osteria; beve Renzo, beve per dimenticare le sue disgrazie e al vino mescola le parole, senza misura né regola.

Tira in ballo la giustizia, Ferrer (riferimento nel riassunto del capitolo 13 dei Promessi Sposi), don Rodrigo e don Abbondio (introdotto nel riassunto del primo capitolo dei Promessi Sposi), il matrimonio mancato, le angherie subite e, in mezzo alla confusione prodotta dal vino, appare nella mente di Renzo l’immagine di Lucia, che gli provoca commozione.

Gli avventori, sentendolo parlare in modo insensato, si prendono gioco di lui, tanto che diventa lo zimbello della brigata e lo stuzzicano con domande sciocche.

In mezzo a tanta confusione e smarrimento Renzo, come guidato da una premura istintiva, evita di pronunciare il nome di Lucia, caratterizzata sempre da un’integra moralità, per non farla diventare il gioco di quella gente sciagurata.

Si mescola di nuovo alla folla irrazionale dell’osteria e perde se stesso.

Per ritrovarsi dovrà allontanarsi progressivamente dalla pluralità di voci anonime e lasciarsi guidare dall’unica voce amica e paterna, quella di Dio.