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Riassunto capitolo 12 dei Promessi Sposi

Riassunto capitolo 12 dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni

In questa sezione del sito è possibile leggere il riassunto del capitolo 12 dei Promessi Sposi.

Dopo due anni di raccolta scarsa a causa di un peggioramento climatico, ma soprattutto a causa della guerra per la successione al ducato di Mantova e dell’approvvigionamento dell’esercito, tutto il milanese con il territorio vicino, è colpito dalla carestia e dal rincaro.

Molti credono che questo non sia dovuto ad una produzione scarsa, ma riversano tutta la colpa sugli incettatori di grano, sui proprietari terrieri e sui fornai.

Pensano che ci siano magazzini e granai colmi di granaglie pronte per essere spedite in altri paesi; attendono dai magistrati provvedimenti che facciano saltare fuori il grano nascosto e facciano tornare l’abbondanza, ma le leggi non hanno il potere di far diminuire il bisogno di cibo, così la carestia non si arresta.

La scelta di Ferrer: ridurre il prezzo del pane - Riassunto capitolo 12 dei Promessi Sposi

In assenza del governatore don Gonzalo Fernandez de Cordova (riferimento nel riassunto terzo capitolo dei Promessi Sposi) che comandava l’esercito di Casale Monferrato, prende l’ iniziativa il gran cancelliere Antonio Ferrer: riduce drasticamente il prezzo del pane.

Il popolo accorre ai forni, li assedia continuamente per richiedere il pane al prezzo ribassato, ma i fornai non sopportano a lungo questa situazione e riescono a far valere le proprie ragioni presso il governatore.

Don Gonzalo nomina una giunta che decide di rincarare il pane.

I fornai respirano, ma il popolo esplode in azioni tumultuose.

La sera prima dell’arrivo di Renzo a Milano (Renzo, introdotto nel riassunto primo capitolo dei Promessi Sposi), la gente cominciava a riunirsi in capannelli, parlavano, discutevano, con gli animi alterati e con la convinzione di voler passare dalle parole ai fatti.

Il giorno dopo le strade brulicano di persone che si lamentano e minacciano di agire.

L’occasione arriva quando un garzone di fornaio esce da un forno con una gerla piena di pani destinati alle case dei signori: viene assaltato, come vengono assaltati tutti gli altri portatori.

L’assalto al forno delle grucce - Riassunto capitolo 12 dei Promessi Sposi

Dopo i garzoni la folla, rimasta insoddisfatta ed eccitata, assale il forno delle grucce; comincia ad affollarsi di fuori a chiedere il pane, arriva il capitano di giustizia con gli alabardieri ma, asserragliato dalla calca, non può fare nulla, se non entrare nella bottega.

Il forno è assediato.

Mentre gli assalitori cercano di sfondare la porta e svellere le inferriate delle finestre, i padroni e i garzoni della bottega iniziano a lanciare pietre dall’alto.

Neppure una cade in fallo, tale era la calca.

Di sotto più di uno rimane ferito e due ragazzi perdono la vita.

Ora la rabbia e il furore accrescono le forze della folla, che riesce a sfondare la porta e, come un torrente in piena, a penetrare per tutti i varchi.

Quelli che si trovano dentro corrono a nascondersi,alcuni tentano una via di fuga sui tetti.

La vista dell’abbondanza, del pane, della farina e dei denari fa dimenticare ai vincitori i disegni di vendetta.

Tutti si slanciano sul pane, poi la folla si sparge nei magazzini: chi fa preda e chi contemporaneamente vuole entrare per farne.

Mentre il forno delle grucce è sottosopra, nessun forno della città è senza pericolo, anche se maggiormente difeso sia dai padroni sia dagli alabardieri.

A questo punto giunge Renzo proprio nel luogo centrale del tumulto; cammina tendendo le orecchie, per comprendere con più chiarezza ciò che accade.

C’è chi grida contro i fornai, che erano accusati di rubare il pane, c’è chi teme l’ intervento della giustizia, c’è chi accusa apertamente il vicario di provvisione, responsabile dell’annona.

Renzo è testimone delle azioni di un popolo inferocito e irrazionale che, per strappare il pane ai fornai, distrugge gli strumenti della produzione, diventando nemico di se stesso.

Ad un certo punto si sparge la voce che si era messo l’assedio ad un altro forno.

Renzo allora segue la folla, come trascinato da un torrente ma, una volta arrivato alla bottega, questa è serrata, con i padroni all’ interno pronti a difendersi.

Qualcuno grida e suggerisce di andare alla casa del vicario a fare giustizia.

La folla risponde a quel grido e si muove tutta insieme verso il luogo dove sorgeva la casa nominata.