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Agnese

Agnese nel romanzo "I promessi sposi"

Agnese è uno dei personaggi dei Promessi Sposi; è la madre di Lucia Mondella ed è l'unico genitore in vita della ragazza.

Rappresenta la genuina e limpida voce popolare che comunica attraverso luoghi comuni e proverbi, ma è intensamente partecipe a tutto quello che succede nella realtà intorno a lei e soffre profondamente quando vede la figlia  e il futuro genero succubi dell’ingiustizia degli uomini; ma è anche saggia e, di fronte alle difficoltà della vita, si comporta diversamente da Lucia e da Renzo Tramaglino.

Lucia è molto schiva, incapace di prendere iniziative, per questo motivo davanti agli ostacoli si affida esclusivamente a padre Cristoforo e alla preghiera.

Renzo è impulsivo e vuole affrontare i problemi anche con la forza, se necessario.

La saggezza di Agnese

Agnese è combattiva come Renzo, ma sentendosi più esperta delle cose del mondo, vuole aggirare gli ostacoli, usando tutti i mezzi  che le vengono offerti.

Quando Renzo ritorna infuriato dal colloquio con don Abbondio, che ha rimandato il matrimonio, e ha scoperto che la causa di questo impedimento è don Rodrigo che qualche tempo prima aveva molestato Lucia, si infuria ancora di più e vuole vendicarsi.

A questo punto entra in gioco Agnese, che ha sempre consigli pronti da dare, e invita Renzo a recarsi dall’avvocato Azzecca-garbugli, anche se il consiglio della donna si rivelerà un fiasco colossale (riferimento nel terzo capitolo dei Promessi Sposi).

L’insuccesso della missione di Renzo mette in luce il fatto che la pratica del mondo che aveva Agnese, per quanto da lei esaltata, era limitata nelle sfere di una cultura circoscritta nell’ambito di un piccolo paese.

Tuttavia, pur nella sua ingenuità popolare, crede veramente nel valore della cultura, come strumento a servizio della verità, della libertà e della giustizia.

Agnese propone anche l’ingegnoso progetto del matrimonio a sorpresa e si ritaglia una parte fondamentale nel  piano: distrarre Perpetua per far entrare indisturbati i due futuri sposi e i testimoni nella casa del curato.

Sotto le vesti  di una donna un po’ pettegola, sfodera le sue capacità di indagine psicologica per distrarre Perpetua.

Anche il secondo consiglio di Agnese non va a segno, ma si  rivela provvidenziale, perché sventa il  tentativo del rapimento di Lucia pianificato da don Rodrigo e diretto dal Griso e dai bravi. (riferimento nel capitolo 4 dei Promessi Sposi)

Una fede incrollabile verso un destino positivo

In tutte le vicende vissute personalmente, Agnese mostra di essere fondamentalmente ottimista; proprio per questo motivo tutte le volte che entra in azione mantiene sempre la calma e incoraggia tutti.

Ad esempio, dopo il colloquio con la monaca di Monza, consola la figlia Lucia, rimasta turbata dalle domande indiscrete e inadeguate in bocca a una suora, dicendole di non meravigliarsi più di tanto, perchè i signori, chi per un verso, chi per un altro, sono tutti un po’ bizzarri ma, quando si ha bisogno di loro conviene lasciarli dire e fingere di ascoltarli, badando solo al bene che si può ricavare da essi.

Agnese accetta tutte le circostanze ma chiede continuamente un po’ di serenità per lei e suoi figli (anche Renzo viene circondato da un affetto filiale) ed è certa che questo accadrà perché la sua fede non vacilla; proprio per questo conserva la calma anche nei momenti più tragici, come il rapimento di Lucia, la separazione da lei, la guerra, la  peste.

Agnese: una vita serena

Dopo il matrimonio dei due promessi sposi, Agnese è una donna finalmente felice e serena, tutta affaccendata a portare i nipoti “in qua e in là, l’uno dopo l’altro, chiamandoli cattivacci, e stampando loro in viso de’ bacioni, che ci lasciavano il bianco per qualche tempo” (riferimento nel capitolo 38 dei Promessi Sposi.)